Biografia

Mi chiamo Manuel Tozzi, sono nato e cresciuto nel Valdarno Aretino. Dopo aver studiato e conseguito il diploma presso un istituto professionale di moda, ho lavorato per brevi periodi in aziende legate alla confezione dell’abbigliamento, fino a svolgere un apprendistato duale presso Prada S.p.A., nel reparto di prototipia per le sfilate, durante l’anno 2022/2023. Successivamente ho conseguito il Diploma Accademico di Primo Livello in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove ho studiato nella cattedra di Valdi Spagnulo. Attualmente proseguo il mio percorso frequentando il Biennio in Pittura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Nel corso della mia vita ho sempre avuto un rapporto diretto con la moda e l’abbigliamento, in particolare con la pelletteria, materiale profondamente radicato nella storia delle generazioni che mi precedono all’interno della mia famiglia. Il pellame diviene per me una linea diretta di dialogo tra il passato e il futuro, un mezzo attraverso cui far emergere memoria, trasformazione e continuità.

La mia ricerca artistica si fonda sull’utilizzo di derivati e scarti della produzione industriale, in particolare frammenti di pellame scartato, che rielaboro e applico su diversi supporti. Da questa matrice nasce una sperimentazione legata al concetto di “fossilizzazione”: attraverso specifiche tecniche di lavorazione, induco il materiale a rilasciare la propria componente organica, generando superfici che si presentano come calchi primari logorati dal tempo.

Nella ricerca che sto approfondendo in questi anni, la lavorazione dei materiali e il continuo sviluppo delle possibilità offerte dal pellame hanno progressivamente messo in crisi le mie considerazioni sul fare artistico. Chi crea tende a ricercare una dinamica di rappresentazione mediata dalle proprie evocazioni. Quello che sento, però, è che i materiali non debbano servire come espressione mediata, ma come concepimento primario della ricerca. Tutto esiste e permane nel tempo; l’accadimento è figlio delle decisioni che prendiamo e del tempo di vita che doniamo. Sento che in questi pellami esista una sorta di ninfa vitale che cerco di far emergere, di lasciare autocomporre. Io sono solamente uno spettatore che distribuisce lo sguardo.

Sento che la natura del mio fare pittorico e scultoreo si misuri principalmente con l’integrità stessa del materiale. Per questo definisco il mio fare come un “mimetismo visivo”, una ricerca che ibrida la natura stessa del materiale e la sua rappresentazione. Questo mi porta a ragionare secondo modalità espressive differenti: attraverso la pittura ricerco una dimensione contemplativa, un’esperienza, come sosteneva Mark Rothko. Nella scultura e nell’installazione, invece, mi misuro con la dimensione fisica del materiale, che porta con sé logorazioni, tagli e una natura nella sua forma più pura.

Il tutto si fonde e, allo stesso tempo, si discosta; la matrice diviene, in alcuni casi, un organismo a sé. Non mi domando mai quale sia il significato definitivo di ciò che realizzo: non può stare tutto in un unico significato.

Lo StudioConfezioniSabrina

Lo StudioConfezioniSabrina si colloca nel Valdarno Aretino, in Via E. Berlinguer, 1B, 52021 Levane AR.

Lo studio si divide in un’area laboratoriale ed espositiva, con possibilità di accedere allo studio, tramite prenotazione.